I caschi gialli della memoria. La fabbrica, il lavoro e la dignità degli ultimi. Un grande romanzo civile di Maria Rosaria Selo.

“Questo è un momento cruciale per noi operai. Ci sfruttano, e io non posso permettere, dopo aver rimesso in piedi lo stabilimento, che i dirigenti ci trattino come schiavi. Noi stiamo anche dodici ore davanti a una secchia, il caldo ci spezza le reni e inoltre siamo controllati pure se andiamo al gabinetto. Mi spiace Antoniè, lo faccio per me, per noi e per chi verrà in futuro!”

Il passaggio saliente riporta una citazione di Ferdinando Ruggiero, operaio napoletano alla Italsider di Bagnoli, a Napoli.

Monoreddito, in una famiglia con la moglie – segnata da una invalidità fisica – e due figlie, la prima studentessa universitaria, Ferdinando è una delle troppe vittime immolate sull’altare di

una industrializzazione avviatasi in Italia nel cosiddetto boom economico. Un processo sociale

di migrazione urbana– spesso nelle periferie limitrofe all’insediamento delle fabbriche – assolutamente incurante della tutela ambientale.

All’epoca, materia non pervenuta ai più.

Ancora meno per il rispetto delle condizioni di sicurezza e salute, nei confronti di una classe operaia.  

Vera e propria, carne da macello, buona solo per garantire profitti.

                                                   Pubblici e, soprattutto privati.

L’incipit del libro, forte nei contenuti, eccelso nella forma letteraria, inquadra subito il cuore della vicenda: “l’umido e freddo” capannone numero cinque, comparto industriale, nell’enorme sito industriale flegreo.

L’aria plumbea, contaminata da non benevoli umori, è scaldata dalle parole di una giovane donna.

“La bocca attaccata al microfono, il cuore che batte  forte in petto”.

Vincenzina ora lo sa, in uscita lo scorso tre maggio, edito da Rizzoli editore, è il secondo romanzo di Maria Rosaria Selo. 

Come Maria Imparato ne L’albero di mandarini,

splendido romanzo d’esordio per la scrittrice napoletana (https://www.laltraribalta.it/2021/06/06/dalla-favelas-di-rio-ai-vicoli-di-cupa-caiafa/), Vincenzina Ruggiero è la primogenita di Ferdinando e Antonietta.

In un piovoso pomeriggio autunnale, nell’ottobre del 1975, il suo rientro a casa dalle aule universitarie risulterà traumaticamente l’ultimo.

63^ edizione del libro – Procida Agosto 2023 – fonte: pagina facebook M.R.Selo

Un giorno spartiacque nella vita della ragazza, capace di cambiarla radicalmente nel giro di poche ore.

Senza alcun margine di alternativa, rispetto all’evento in essere.   

Ferdinando, allettato, circondato da una sequela di parenti, prima di esalare l’ultimo respiro, consegnerà le sue volontà a Vincenzina: “Aiuta mamma e pure tua sorella…fai quello che devi fare…prometti…”.   

Il testimone paterno si realizza nell’atto dovuto, avanzato dalla dirigenza aziendale: l’assunzione di Vincenzina Ruggiero, in sostituzione del genitore capo famiglia.  Mancato prematuramente.

63^ edizione del libro – Procida Agosto 2023

Un gesto di pietismo contingente utilizzato in varie realtà aziendali, non esclusivamente del mezzogiorno italiano.

Iniziativa avanzata in tante occasioni come atto riparatore per la famiglia del lavoratore scomparso. Colpita gravemente anche nel sostentamento economico.   

La nuova vita lavorativa di Vincenzina, assegnata al reparto delle pulizie del sito industriale paga, inevitabilmente, un avvio traumatico.

 Manifestato dalla stessa neo lavoratrice in un impeto di auto lesionismo con la rasatura a zero della sua chioma di capelli rossi.

La renitenza psicologica a vivere “o ‘cantiere”, nei ritmi quotidiani scanditi da azioni e ore colme di fatica, vuote di passione, fa il paio con l’inedito peso familiare.

Ricomincio Dai Libri – Napoli Settembre 2021

Reso insostenibile dall’incapacità di seguire e relazionarsi con la sorella minore Giulia.

Bellissima adolescente, indomita e ribelle rispetto allo stile di vita rigoroso e sacrificato della famiglia Ruggiero.   

“La fabbrica è un destino, non una scelta…”.

In questa citazione si compie anche il destino di Vincenzina, nell’incontro con le colleghe veterane in Italsider che svolgono le sue stesse mansioni.

La vita del “cantiere” è uno spaccato di storie: carne viva e sentimenti che, con il tempo, scoprono la commistione quotidiana del bene e del male.

Ricomincio Dai Libri – Napoli Settembre 2021

La scrittura della Selo ha la potenza di far rivivere i fatti e far recepire le sensazioni più forti al lettore.

La protagonista vive, non racconta, l’epopea del senso riscoperto della sua vita: la lotta.

Affinché la paura e il ricatto subiti dagli operai, costretti ai turni invivibili agli altoforni, non producano altre morti tragiche.

Rubricate “incidentali” o peggio, avviate rapidamente all’oblio.

Il romanzo è storico. Nel quadro narrativo affiorano tre soggetti reali dell’epoca:  Gianni De Michelis, ministro socialista delle Partecipazioni statali, il Presidente partigiano della Repubblica, Sandro Pertini e Aurelia Del Vecchio, dipendente Italsider, “voce preziosa”  per la stesura del libro.

Ricordata nei ringraziamenti finali dalla stessa autrice.

Capace di estrarre, in una prosa cruda e popolare, la bellezza più profonda.

Sopita o nascosta negli animi di alcune persone segnate – non solo nel fisico – da sofferenze non reversibili.  

La consapevolezza della conoscenza, criptata nello stesso titolo del libro, apre ampie visioni alle sensibilità più eterogenee del lettore.

                                                         Una memoria storica, viva.

Visitata dalla scrittrice con agganci contemporanei al regresso sociale – sarà l’impopolare nota da ribadire – vissuto nei nostri giorni.

Ricomincio Dai Libri – Napoli Settembre 2021

Un’ampia espansione di povertà, per una classe sociale – quella operaia e del lavoro dipendente nel senso più ampio del termine – praticamente rasa al suolo.

Alcuni subdoli comprimari tessono le peggiori trame nel romanzo.

I colletti bianchi che avvelenano i pozzi: “o filosofo”. Il delegato sindacale corrotto, incarna senza scrupoli il ruolo di un vero carnefice. Certamente agli antipodi di quel Guido Rossa, ucciso a Genova, dalle BR, il 24 gennaio 1979.

Alcune condotte, praticate nell’altra faccia della medaglia, la borghesia benestante, alimentano quel reiterato, criminale comitato d’affari.

                                      Imperante nel ventennio ottanta – novanta. 

Questo libro sdogana la vulgata di una scarsa affezione degli intellettuali italiani al dibattito culturale circa i processi socio economici e le dinamiche del lavoro succedutesi nella società italiana.

Ricomincio Dai Libri – Napoli Settembre 2021

Nel segno dei grandi autori del Novecento, vigili pensatori sul depauperamento del vasto patrimonio industriale, culturale, di beni e servizi attivi a Napoli;  

Maria Rosaria Selo continua, nel solco letterario tracciato dalla Serao sino a Ermanno Rea (con la sua Bagnoli ne “La dismissione” nel 2014), un percorso di rigore e amore.

Dove i vinti e gli ultimi hanno in ogni caso cittadinanza e dignità per il sapore della felicità.  

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