Back to My Roots. Amii Stewart incanta l’arena Ivan Graziani nell’ottava edizione del Jazzalguer.

Un viaggio bellissimo, un sogno passato con uno sguardo al futuro. Nel segno della Musica.

Non è semplice raccontare la Musica che si compie: vive, coinvolge e trasforma l’umore, l’anima del pubblico.

Il concerto di Amii Stewart, nella caldissima serata del 19 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani di Alghero, realizza tante emozioni. Diverse e forti che solo la Musica con alcuni dei suoi interpreti riesce a creare.   

Back to My Roots, il ritorno alle radici della cantante statunitense, classe 1956, è un progetto musicale che attraversa l’intera carriera della splendida interprete nata a Washington.

Compiuta e realizzatasi nel vecchio continente, con una predilezione per l’Italia, dove l’artista ha fissato una sua dimora. Proprio nel buen retiro in Costa Smeralda.

Il nuovo percorso musicale presentato in occasione dell’ottava edizione di Jazzalguer rivisita i brani che l’hanno resa un riferimento iconico nella world music degli anni ottanta.

Grazie all’incontro con alcuni artisti, in prevalenza originari del nostro Belpaese.

L’Italia. Il Paese che sognava di raggiungere, quando, bambina negli anni sessanta, ne carpiva luoghi e costumi attraversa la musica e il cinema di quell’epoca.

Un racconto intenso e ammaliante nel suo italiano perfetto. Elegante. Come il suo splendido outfit rosa cenere. Una posa sinuosa capace di tenere la ribalta in una forma atletica e coreografica imponente.    

Insieme ad una formazione musicale capace di trasformare suoni e voci in un intensa esperienza di forte condivisione emotiva.

Una osmosi incredibile. Sul palco come in platea.

Una suggestiva intro di Dato Tanghetti – insuperabile alle percussioni  -e Giuseppe Tringali alla batteria –  introducono Together.    

E’ l’inizio di un sogno collettivo che rivive l’incontro con splendidi compositori che hanno accompagnato l’ascesa di Amii in tutto il mondo.  

«Quando le donne si arrabbiano per amore è un guaio!»  E’ la presentazione del suo ultimo brano: Love ain’t no toy  – L’amore non è un giocattolo.

Il viaggio sonoro approda in Italia con gli incontri indimenticabili.

Giuseppe Arezzo al piano, una sorta di direttore orchestrale, insieme a Riccardo Del Sogno alle tastiere, aprono una melodia immaginifica per l’interpretazione di Saharan Dream. Il pubblico si commuove per lo struggente omaggio a Ennio Morricone      

L’incontro fortuito a Roma nei primi anni ottanta, al bar degli storici studi RCA, con il giovane riccioluto Mike Francis è un evento saliente. Amii Stewart ne rievoca i momenti con una generosità e un senso di gratitudine che la rendono ancora più vicina e solidale alla sua seconda famiglia, l’Italia.  

Friends è molto più di un canto d’amore. L’emozione sale ai livelli più alti.

I musicisti sul palco sono perfetti. L’interplay con la voce potente di Amii è supportata dall’ottima Giorgia Faraone.

Paolo Paracchini  al basso elettrico completa  una formazione eccellente.

Impossibile ricordare tutte le cover rivisitate in grande stile:

E penso a te – Emozioni (L. Battisti).  Non manca un intrepido omaggio alla canzone napoletana con le note di Indifferentemente di Sergio Bruni.  

Non può mancare Grazie perché, pubblicato nel 1983, cantata in coppia con Gianni Morandi.     

Senza dimenticare Stevie Wonder, Marvin Gaye, Elton John. Grandi autori incontrati e ripresi con grande talento dalla Regina della world music.

Capace di entusiasmare tutto il pubblico in piedi sotto il palco con Knock on Wood.    

Un finale senza fine. Come la sua Musica. Immensa.   

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