A Sassari Salome. Successo storico per l’Ente de Carolis.

“Il lavoro fatto in questi giorni dal maestro Federico Santi è eccezionale come avrete modo di sentire con le vostre orecchie. Un direttore che è riuscito a tirare fuori in questi giorni di prove il meglio della nostra orchestra”.

Direttore d’Orchestra maestro Federico Santi

Il pubblico riconoscimento esternato dal presidente dell’Ente de Carolis, prof. Antonello Mattone, nella piacevole serata di presentazione dell’opera, realizzata nel foyer del Teatro Comunale nella serata del cinque novembre, si è compiuto in una prolungata ovazione del pubblico sassarese. Accorso numeroso a riempire platea e loggioni, nella prima serata di Salome, venerdì sette novembre.  

Una produzione imponente con una particolare complessità di realizzazione in tutte le sue componenti. Una opera omnia inedita per un “Teatro di tradizione” quale la tipicità dell’Ente de Carolis di Sassari; di norma nei principali Teatri italiani strutturati in “Enti lirici”.

Una sfida ambiziosa alla quale la città di Sassari ha partecipato con una entusiasmante risposta di pubblico. Crescente in questi ultimi tre anni con l’importante progetto di valorizzazione portato avanti dallo stesso Ente. Sostenuto dalle importanti risorse economiche istituzionali e dalla direzione artistica del Maestro Alberto Gazale.

Un importante progetto artistico culturale aperto alle innovazione dei contenuti proposti per una più ampia offerta ad un pubblico transgenerazionale.

E’ necessario ribadire questa premessa. Propedeutica alla serata speciale messa in scena al Teatro Comunale con la Salome di Richard Strauss.

Anastasia Boldyreva (Salome) ph: Elisa Casula.

Un Capolavoro del Novecento tedesco, che sin dalla sua prima presentazione a  Dresda nel 1905 suscitò nel pubblico grande attrazione, diventando una delle opere più rappresentate al mondo.

Debutto assoluto a Sassari  per la  tragedia in un atto unico del drammaturgo irlandese Oscar Wilde. L’opera  fuscritta in lingua francese appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt che però rifiutò poi di interpretare il personaggio a causa dello scandalo che aveva travolto l’opera.

Una vicenda ispirata alla figura di Salomè figlia di Erodiade, alla sua storia, riportata nei Vangeli di Marco e MatteoErode – interpretato magistralmente da Ewandro Stenzowski – affascinato dalla sensualità di Salomè, sua figliastra, ordina la decapitazione di Jochanaan, Giovanni Battista – l’eccellente Roman Ialcic.  

Wilde nella sua opera esalta la potenza narrativa di Salomè – sulla ribalta sassarese con l’impareggiabile  Anastasia Boldyreva –  straordinaria protagonista nella sensuale danza dei sette veli. Il rito tramuta nella regia di de Ana in un sabba tribale, un rito sessuale propiziatorio che coinvolge emotivamente gli spettatori. Ammaliati dalla danza della protagonista. Accompagnata da un cast di mimi danzatori, guidati mirabilmente dal coreografo Michele Cosentino.

Il soprano moscovita – già apprezzata e applaudita dal pubblico sassarese nelle vesti di Abigaille nel Nabucco del dicembre 2023 e nel ruolo di Anna nel recente Giselle Around Le villi dello scorso maggio – chiede come dono la testa di Giovanni.

Un gesto non tanto indotto dalla madre come vorrebbe la tradizione, quanto per soddisfare la sua personale libidine. Salomè attratta dal profeta, è da questi rifiutata. Il suo irrefrenabile desiderio la porterà a baciare la testa mozzata di Jochanaan. Una scena di alto impatto scenico. Una visione contaminata fra perversione, vendetta e necrofilia capace di fermare il respiro agli spettatori.   

Davvero difficile descrivere le emozioni suscitate in questo racconto visionario ininterrotto di cento minuti. Resi avvincenti con una grande fabula. Costruita su una perfetta armonia fra la musica, la prosa dei cantattori protagonisti in ribalta, le scenografie. Con i costumi e le combinazioni cromatiche proprie di un’ambientazione fantastica. Una percezione che il pubblico del Comunale ha declinato in un evidente, forte apprezzamento per il lavoro realizzato dal direttore Federico Santi.

 Il maestro è riuscito a gestire quest’opera mastodontica con competenza e sensibilità, gestendo la mutevole dinamica dei ritmi – sino a trentasei registri musicali distinti – come lo stesso musicista torinese aveva anticipato nell’anteprima sopra ricordata:

“Abbiamo lavorato da subito in maniera intensa e concentrata analizzando insieme tutta la partitura nei dettagli. Devo dire che già dalla prima prova in buca abbiamo capito di essere sulla strada giusta”.

Questa eccellente direzione è stata amplificata nella superba prova dell’ Orchestra del de Carolis. Sempre più coesa e di grande affidabilità esecutiva.

Lo sfondo scenico ha ospitato un’osmosi di sistemi eterogenei: indicibili istinti, basse passioni, vizi e paure. Un tripudio della decadenza compiuto nella stupefacente regia di Hugo de Ana. Capace di coniugare una selva di emozioni contrastanti e violente. Rappresentate nei profili di personalità dall’animo complesso e drammatico.

Eccellente prova di tutti i componenti del cast. Una perfetta macchina allestita con dovizia artigianale di alta precisione che ha raccolto prolungati applausi nei saluti finali.

Un congedo degli artisti dal palco, prolungato in più uscite sostenute da una autentica ovazione. Impossibile ricordare tutti i partecipanti. Oltre i protagonisti già citati non possiamo dimenticare artiste e artisti, perfettamente calibrati nei rispettivi ruoli: Annamaria Chiuri, Vincenzo Spinelli,  Elisa Fortunati, Michael Zeni, Alessandro Abis, Davide Procaccini, Mauro Secci, Nicolas Resinelli, Francesco Napoleoni, Andrea Schifaudo, Paolo Masala.

Senza dimenticare la puntuale assistenza in regia di Siria Colella e  Gianpaolo Salis. L’assistente alle scene  Nathalie Deana, l’assistente ai costumi Cristina Aceti, il disegno luci affidato a Valerio Alfieri.

E’ tutto pronto per la replica in programma fra poche ore al Teatro Comunale.

Il sipario del De Carolis si schiuderà questo pomeriggio alle 16.30.

Una opportunità da non perdere .

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