Velia, il tesoro dimenticato del Cilento.

«Un avamposto di pace, nel solco dell’ospitalità di quel luogo che accolse la comunità di Focea, scampata dall’invasione dei Persiani intorno al 540 a.C.; possa rinnovare la sua naturale vocazione d’inclusione e integrazione fra Popoli e Culture diverse. Desiderose di vivere secondo i valori dell’eredità eleatica.»

L’obiettivo dichiarato in un breve contatto telefonico con la professoressa Mariella Marchetti, docente di italiano e latino, è la stella polare di un progetto interdisciplinare, di ampio respiro. La stessa saggista, giornalista, collaboratrice con La Repubblica; ne sviluppa un particolare lavoro di ricerca storico antropologico nel suo ultimo saggio pubblicato lo scorso 4 settembre.

Velia. Città aperta di cultura e di pace, il titolo del saggio, scritto dall’autrice originaria di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, edito per i caratteri di RUBBETTINO editore.  

Un libro dai contenuti importanti permeati da una universalità dei principi esposti, riconoscibili in un circoscritto luogo geografico. Straordinariamente tracciato da una valenza storica, antropologica da renderlo un unicum nel suo genere.   

La prefazione alla lettura del testo, curata da Gioacchino Criaco, prepara il lettore a munirsi di una giusta tensione del viaggiatore. Capace di godere un paesaggio di accattivante bellezza, un fascino irresistibile nell’aspettativa di uno stile di vita inedito. «Seduti in una decappottabile che muove a ritmo lento e permette alle pagine di un libro di sfogliarsi da sole.»

Mentre la efficace premessa scritta dalla stessa Marchetti, ci avvisa che:

«Elea-Velia, senza smentita alcuna, è il posto ideale in cui possa essere issata e fatta sventolare una bandiera bianca, una bandiera che contrassegni e renda riconoscibile la città di Parmenide come una zona franca, un avamposto fuori da ogni linea di demarcazione politica, sociale, religiosa o etnica. »

 Sull’intento, insito nelle pagine di questo suggestivo itinerario sulle orme del sommo maestro, l’autrice conclude il suo incipit ricordando che: «Nel libro il lettore può leggere e sottoscrivere la Carta di Velia, un documento ispirato alla Carta di Mantova, sottoscritta il 15 ottobre 2023 tra le città virgiliane per diffondere l’opera e il pensiero di Virgilio. Con la Carta di Velia si intende sancire un patto tra le persone che amano la cultura, tra diverse località, tra le istituzioni e il pensiero del filosofo Parmenide.»

Svelato il focus di questo saggio con alcuni passaggi tratti dalle prime pagine del libro, il lettore potrà incamminarsi in questo stupefacente viaggio nella storia di questi luoghi di rara bellezza ambientale e paesaggistica. Descritti e narrati con una cura rigorosamente coerente alle fonti puntualmente richiamate in una esauriente bibliografia. Una amorevole dovizia di notizie e iniziative collaterali richiamano consolidate prassi di una sana filosofia di vita. Riunite in una serie di buone pratiche. Che dagli antichi greci hanno perpetuati i valori fondanti per uno stile di vita irreprensibile. Certamente inedito e potenzialmente salvifico per una ampia platea della contemporanea umanità.           

Il testo, nell’immaginario di un suggestivo itinerario esplorativo, è suddiviso in paragrafi, assimilabili a vere e proprie tappe. Capaci di suscitare approfondimenti di carattere scientifico.

Nella filiera delle proprietà connesse al benessere, quello intitolato “La terra di Parmenide è la terra dei centenari: qui l’aspettativa di vita è tra le più alte d’Italia” documenta attitudini e modalità determinanti nel concepire l’alimentazione:

  «La dieta mediterranea è lo stile di vita di chi lavora molto e mangia in modo frugale, con pochi grassi animali, legumi, frutta, verdura e olio d’oliva, una dieta che mantiene le arterie più pulite e allunga la vita.»

Certamente l’aspetto enogastronomico detiene un valore attrattivo importante nella economia dei territori a vocazione turistica.  In questo saggio emerge anche questa naturale dote. Un valore aggiunto fra La Rotta dei Focei, La Via dell’olio o il Sentirsi magnogreci che caratterizza l’intera narrazione in una importante connessione storica filosofica.   

Mariella Marchetti.
Fonte: profilo facebook

Una prosa lineare capace di fornire tanta formazione umanistica e consegnare al lettore  conclusioni dall’alto impatto valoriale.  

La Carta di Elea-Velia unita alle motivazioni per riconoscerla Città di pace e cultura, può ricondurci secondo le personali sensibilità a letture non lontane da quello storico Manifesto di Ventotene. La cui evidente espressione, 85 anni dopo la sua scrittura, fatica con crescenti criticità nella realizzazione di un senso compiuto.

Benvenuto l’autorevole serio tentativo di radicare nella città di Parmenide una zona franca di vera pace e di nuovo Umanesimo.

Buona lettura.

Print Friendly, PDF & Email