«Costruire una nuova visione della nostra città. Abbiamo bisogno dell’intera città!»

Nel congedo dal palco in Piazza Santa Caterina, del sindaco Giuseppe Mascia, è racchiuso, non uno slogan, neppure il semplice seppure intenso augurio della circostanza. Seguito dal refrain sempre più incessante delle prossime ore: “A Zentanni!”.
E’ la cifra di un’azione programmatica di governo politico. Avviato con il varo dell’attuale giunta municipale che inizia – con tutte le dinamiche quotidiane, talvolta inedite – a prendere forma e vita nella percezione di una sempre più ampia platea. Che evolve gradualmente in una cittadinanza attiva.

La serata del 12 agosto, condensata in un’ora di intense emozioni, celebra in una cornice affollata da centinaia di sassaresi – immancabili, in un crescente solidale entusiasmo – nonostante il caldo tropicale, la consegna dei Candelieri. Nella edizione numero 61 di questo particolare, sentito premio.
Intorno alle venti la suggestiva prefazione dei banditori sassaresi prefigura una cerimonia particolarmente sentita, non solo nell’intera piazza.

La puntuale conduzione della serata, affidata alla giornalista Rachele Falchi, rinsalda nei tempi giusti un’atmosfera unitaria di una intera comunità. Quella sassarese che nelle dichiarazioni del primo cittadino, rappresenta una idea che si sta integrando in un comune sentire e agire con tutti i corpi sociali.

Lo sguardo rivolto a tutti i Gremi nella loro unitarietà è prioritario in questa ricorrenza.
Mascia lo ribadisce per ampliare questo sodalizio a tutte le famiglie che convergono in questo comune sentimento: «Al di là delle singole appartenenze, del legame fra un gremio e la propria corporazione, la propria famiglia, come sapete ci sono famiglie, oggi ne portiamo alcune sul palco che hanno un pezzo di storia della nostra città. Che lo portano nella carne. Ma al di là di questo, ci si sente famiglia senza essere parte di quella famiglia. Fa parte di questo. La nostra festa è anche portare un peso enorme, come diceva oggi il padre guardiano. E portare un peso enorme nella vita e farlo ballare.»

Una nuova visione confermata nel saluto del presidente dell’Intergremio Fabio Madau:

«Una festa di popolo inclusiva Tutti i Gremi hanno una casa. Un atto di dignità per ampliare gli orizzonti.»
La sintonia di intenti sancita fra l’amministrazione comunale e i rappresentanti cittadini delle arti e mestieri si è espressa nel riconoscimento con delle targhe ricordo ad alcuni esponenti dei gremi cittadini scomparsi nei tempi recenti.

Il fotografo Carlo Antero Sanna, che con i suoi scatti ha raccontato la città, i Candelieri e i Gremi. I gremianti Alberto Chessa (Calzolai) e Giovanni Toschi Pilo (Viandanti). L’amministrazione comunale li ha ricordati con una targa consegnata ai familiari dal sindaco Mascia, Cosimo Filigheddu, Antonello Mattone e dall’assessora Puggioni.

Gavino Sanna, del Gremio dei Contadini, ha quindi ricevuto dalle mani del presidente dell’Intergremio Fabio Madau una targa in occasione della sua 71a Faradda, mentre a Gaetano De Nurchis del Gremio dei Fabbri è stata consegnata da Paolo Cau una medaglia per la sua discesa numero 20.

Una comune emozione ha sostenuto i vincitori dei tre Candelieri in concorso.
Il Candeliere di bronzo, il più recente dei tre riconoscimenti, è andato a Giuseppe Cattaneo, nato a Siena ma sassarese d’adozione dal 1941. Il premio, destinato a chi ha scelto di vivere a Sassari pur non essendone originario, è stato consegnato al vincitore dall’assessora comunale alla Cultura, Nicoletta Puggioni.

Il Candeliere d’argento, riservato ai sassaresi che tornano in città dalla Penisola, va ad Antonia Rassu, a Como dal 1962. A premiare la vincitrice è stato il presidente dell’Intergremio Fabio Madau

In arrivo dall’America la vincitrice del Candeliere d’oro 2026, il premio assegnato al sassarese che risiede all’estero da più tempo e torna in città per la Faradda. Ad aggiudicarselo è Ada Lucia Marongiu, proveniente da Medford, nel Massachusetts (Stati Uniti), dove è emigrata nel 1964.

Tanti i contenuti e i valori espressi nel conferimento del Candeliere d’oro speciale – Premio Città di Sassari, preannunciato nei giorni scorsi.
Giuseppina Canestrelli, già primaria del reparto di Cardioanestesia dell’Ospedale cittadino Santissima Annunziata, ha portato il suo impegno umanitario e professionale nelle zone più difficili del mondo, in collaborazione con Emergency, lavorando accanto a Gino Strada e Teresa Sarti. Tra le esperienze più significative della sua attività professionale figura anche la partecipazione – unica donna e unico medico della spedizione – alla missione scientifica italo-francese, curata dall’ENEA nel 2021, nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide.

Il Candeliere speciale è assegnato alla persona sassarese o sarda che ha dato lustro alla città e all’isola nei campi più svariati, dalla cultura allo sport, dalla politica all’economia, dalle scienze al sociale e per l’impegno in favore della pace.

Il premio venne istituito nel 1991 e in quell’edizione assegnato al medico e genetista Licinio Contu. Lo scorso anno fu premiata l’Orchestra Jazz della Sardegna, eccellenza sassarese nel campo della musica e unica orchestra jazz isolana.

A poche ore dal grande giorno della Faradda, con la discesa dei tredici ceri di legno in partenza dalle 18.00 da Piazza Castello, in transito fra le due ali di folla festante, il sentimento di forte coesione è davvero importante.

La festa del popolo, i sapori, gli umori di famiglia già intensi. Non è facile rappresentarli in una narrazione. Proviamo a fornire una parziale visione con questa galleria di immagini.









A Zentanni !
