Sassari città regia con Francesco Demuro.

Una prolungata ovazione con un lungo caloroso bagno di folla, ha salutato Francesco Demuro al Teatro Comunale di Sassari.  Il tenore turritano ha concluso nella serata del trenta luglio il tour nel Nord Sardegna con il nuovo progetto musicale ideato dell’Ente De Carolis.    

Francesco Demuro. Foto di Elisa Casula

Dopo il successo al Forte della Maddalena di Alghero e la seconda uscita a Castelsardo il Festival delle Città Regie, nella sua prima edizione, ha suggellato la felice iniziativa con il ritorno nel “Teatro di casa”.

Allestire in un tour lirico un viaggio tra le grandi pagine del repertorio operistico, la tradizione melodica italiana e il grande patrimonio della musica tradizionale sarda.

L’idea madre dell’inedito progetto dell’Ente de Carolis, presieduto dal professor Antonello Mattone con la direzione artistica del Maestro Alberto Gazale.  

La presentatrice del Festival Ambra Pintore

I diversi linguaggi si sono sposati in un’armonia perfetta di suoni e di emozioni che hanno unito in un abbraccio unico il palco e la platea nella serata presentata da Ambra Pintore. 

Il prologo del professor Mattone, esprime con la sua illuminante visione storica, gli obiettivi

centrati in pieno – di questa prima edizione del Festival delle Città Regie.

L’idea di divulgare in un periodo e nei centri nevralgici del nord Sardegna ad alto impatto turistico, contenuti innovativi del “Teatro di Tradizione”  in coerenza con lo statuto dell’Ente de Carolis.

Una sperimentazione apparentemente velleitaria contaminare l’opera lirica con la musica popolare e la tradizione del canto in lingua sarda. Le circa tremila presenze registrate a Castelsardo confermano la bontà del progetto con un buon viatico per il futuro prossimo.    

Presentatosi sul palco in una splendida forma Francesco Demuro è stato accolto da un intenso applauso in un atmosfera fortemente intima e familiare.

Con il Maestro Alessandro Palumbo alla direzione dell’Orchestra De Carolis

La scelta del primo brano in scaletta è stata motivata dallo stesso tenore turritano:

«La canzone napoletana la sento come la musica popolare più vicina alle mie origini»

L’interpretazione di ”Core’ngrato” (scritta a New York nel 1911 da Riccardo Cordiferro per le musiche di Salvatore Cardillo) mette in moto un sublime viaggio sensoriale, dove il pubblico è già in un bellissimo volo emotivo. Grazie alla magistrale esecuzione musicale della Orchestra De Carolis. Diretta dall’eccellente Maestro Alessandro Palumbo.  

Sul palco insieme al tenore sardo anche Alberto Gazale, i Tenores di Oniferi, Dante Tangianu

Tenores di Oniferi Foto di Elisa Casula

Coniugare nel viaggio, guidato dalla puntuale conduzione di Ambra Pintore impegnata lei stessa nell’interpretazione di uno splendido brano della tradizione algherese – le grandi pagine del repertorio operistico, la tradizione melodica italiana e il grande patrimonio della musica tradizionale sarda; la cifra saliente della nuova sfida.    

Partecipata come detto dai  Tenores di Oniferi, tra i più autorevoli interpreti della tradizione del canto a tenore. La loro presenza ha creato un ideale ponte tra due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO: il canto a tenore, inserito tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità nel 2005, e il canto lirico italiano, riconosciuto nel 2023.

Il Maestro Dante Tangianu

Questo percorso si è arricchito con l’intervento di Dante Tangianu, tra i maggiori interpreti e divulgatori delle launeddas, antico strumento simbolo della tradizione musicale della Sardegna. La sua esibizione rappresenta un ulteriore omaggio alle radici culturali dell’isola, inserendosi in un racconto che mette in dialogo musica popolare e grande lirica.

Una prova particolarmente vibrante. Accompagnata da straordinari aneddoti sulle diverse tipologie e funzioni delle canne che compongono lo strumento. Suoni e racconti che hanno incantato la platea in visibilio. Fra i presenti alcuni turisti giunti dalla capitale, conquistati dal fascino dei fiati del Maestro, dalla tecnica di uno strumento conosciuto per la prima volta.     

La serata ha offerto anche l’occasione di applaudire sulla ribalta sassarese  Alberto Gazale nella sua veste di baritono. Il direttore artistico del de Carolis presente sulle scene internazionali da oltre trent’anni ha regalato al pubblico insieme a Demuro uno dei momenti più intensi della serata. Dopo l’interpretazione della celebre aria del Toreador dalla Carmen di Georges Bizet, Gazale si è esibito con  Demuro nel duetto Au fond du temple saint, tratto da Les pêcheurs de perles. Considerato una delle pagine più intense e raffinate del repertorio operistico francese, il brano celebra il valore dell’amicizia e della fedeltà. E lucevan le stelle e Nessun dorma.

Straordinario duo: Francesco Demuro – Alberto Gazale Foto di Elisa Casula.

Altro passaggio apicale il ritorno di Demuro alla canzone napoletana nell’interpretazione de ‘O surdato ‘nnammurato (Aniello Califano 1915).

Un duetto brillante in ribalta fra i due cantanti che hanno ricordato i loro comuni trascorsi in alcune precedenti collaborazioni nei principali teatri italiani.

Con l’impeccabile stile nella conduzione della Pintore che già alludeva ad una prossima nuova edizione di questo nascente festival. Capace di calamitare nuovi gusti negli orizzonti musicali della musica bella.

Che ha rinverdito una inedita conclusione con il simbolico ritorno alle origini del Francesco fanciullo. Quando batteva tutte le piazze dell’isola con il suo amato canto a chitarra. 

L’omaggio a Sassari, accompagnato dalla chitarra di Pietro Nieddu, rinsalda il forte legame con la propria terra, filo rosso dell’intero Festival delle Città Regie.

Con Pietro Nieddu per il canto a chitarra
Il congedo dalla ribalta. Foto di Elisa Casula

Il congedo dalla ribalta, anticipa un prolungato bagno di folla. Dalle prime file della platea l’affettuoso abbraccio con la madre si protrae nel foyer con una spettacolare appendice, alla quale non si sottrae il tenore. Circondato dall’affetto dei tanti amici e parenti accorsi da Porto Torres per un’attesa rimpatriata. 

L’abbraccio di Francesco con la madre.

Affetto e talento. Un felice connubio nel segno della grande musica. 

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