La composizione sacra che Giuseppe Verdi realizzò nel 1874 per coro, voci soliste e orchestra, La Messa da Requiem, fu dedicata ad Alessandro Manzoni morto il 22 maggio 1873. L’idea di scrivere un Requiem era già maturata nell’idea del compositore qualche anno prima, in occasione della scomparsa del collega Gioacchino Rossini. Avvenuta il 13 novembre 1868. Le note storiche, incluse nel libretto curato dal coordinamento editoriale di produzione, ricordano che la morte dello scrittore – per il quale Verdi apprezzava i valori propri del Risorgimento – ispirò l’occasione per attuare il progetto originario del Requiem, ampliandone la scrittura per l’intera messa.

La prima verdiana, andata in scena a Milano, in occasione del primo anniversario della morte di Manzoni, il 22 maggio 1874, fu diretta dallo stesso Verdi. I quattro solisti dell’epoca furono: Teresa Solz e Maria Waldmann (soprano e mezzosoprano) e Giuseppe Capponi e Ormondo Maini (tenore e basso). Le stesse note segnalano il grande successo di quella circostanza che segnò una fama sempre crescente in tutto il mondo.
Evidentemente assenti in quello storico esordio, possiamo affermare senza alcun dubbio di smentita, che la versione seguita, apprezzata – vissuta da un numeroso e caloroso pubblico – andata in scena venerdì sera 21 novembre, al Teatro Comunale di Sassari, sia stata coerente con i successi internazionali riscossi da questa meravigliosa opera, sino ai nostri giorni.
Il potente affresco di sentimenti di umana pietà, dolore e speranza, ha rappresentato uno straordinario appuntamento inserito nel palinsesto della stagione lirico – sinfonica 2025 allestito dall’Ente De Carolis. L’evento si è realizzato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Sassari, in occasione del Giubileo 2025 (La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi nel programma autunnale della stagione lirico sinfonica del de Carolis. Presentato a Sassari alla sala Isgrò dell’Arcivescovado di Sassari il cartellone autunnale. Il capolavoro di Giuseppe Verdi realizzato in collaborazione con la Curia arcivescovile di Sassari in occasione dei grandi eventi per l’anno giubilare. – L’ altra ribalta)
Sul palco del comunale una maestosa compagine di circa 150 artisti composta dall’Orchestra del de Carolis diretta dal maestro giapponese Hirofumi Yoshida, Il Coro del de Carolis e il Coro del Friuli Venezia Giulia diretti da Francesca Tosi e Cristiano Dell’Oste.

Raggiunta l’unicità di una melodia vibrante, creata da una eccellente armonia fra Voci e Musiche.
I quattro solisti della storica prima verdiana sopra ricordata si sono reincarnati nelle splendide interpretazioni di altrettanti quattro artisti di spessore internazionale.

In questo mirabile poker d’assi due graditi ritorni dai natali sassaresi: il soprano Francesca Sassu e il tenore Matteo Desole acclamati dal pubblico a fine concerto.
Il quartetto di voci si è completato con il mezzosoprano Egle Wyss e con il basso Roman Ialcic . Quest’ultimo nuovamente protagonista sulla ribalta del Comunale, due settimane dopo la sua ottima interpretazione nel ruolo di Jochanaan, Giovanni Battista, nella Salome di Richard Strauss.
“Una serata bellissima, dove tutte le componenti orchestrali hanno girato alla perfezione.”
Il commento a caldo, raccolto al termine dello spettacolo, dal direttore artistico Alberto Gazale, è una constatazione oggettiva risultante da una straordinaria opera sinfonica.
La prolungata ovazione finale del pubblico ha premiato l’ottima la prova del coro preparato con la consueta cura dal maestro Tosi. L’orchestra ha offerto una prova uniforme nella eccellente coesione armonica. Con gli straordinari cambi di passo, capaci di produrre i noti slanci decisi. Prescritti nella partitura verdiana. Segnati dai puntuali e decisi tempi. Scanditi dalle possenti percussioni di Andrea Cubeddu. L’affidabile visione del responsabile musicale d’orchestra, primo violino (di spalla), Michelangelo Lentini, ha supportato la grande sensibilità dal maestro Yoshida.

Superba la sua direzione nel manifestare la bellezza della scrittura del Requiem verdiano.
Una eleganza garbata nell’introdurre con le decise, sicure tempistiche le diverse entrate in scena degli ottimi solisti. Eccellenti nella prova corale.
Una menzione particolare per il soprano Francesca Sassu. La sua prova si è costantemente espressa sui toni limpidi. Sapientemente distribuiti nelle estensioni vocali. Con una respirazione adeguata alla tenuta della recitazione. Alimentata con una tensione teatrale mai contaminata da alcuna traccia emotiva. Seppure legittima sul palco della sua città. Un coinvolgimento passionale nel ruolo, capace di trasmettere un percepito pathos mistico. Coerente all’equilibrio fra i contenuti sacri dei testi e la potenza della lirica. Nel segno di una evidente talento artistico, corroborato dal già autorevole, avanzato percorso artistico internazionale, nonostante la giovane età.

Con il rilascio dell’adrenalina, in una inedita evidente emozione mista a forte soddisfazione, solo nelle interviste finali, ancora sul palco, con il parterre già sfollato. Saluti generosamente concessi nonostante la fatica accumulata.

La seconda programmazione questo pomeriggio, domenica, alle 16.30.
