La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi nel programma autunnale della stagione lirico sinfonica del de Carolis. Presentato a Sassari alla sala Isgrò dell’Arcivescovado di Sassari il cartellone autunnale. Il capolavoro di Giuseppe Verdi realizzato in collaborazione con la Curia arcivescovile di Sassari in occasione dei grandi eventi per l’anno giubilare.

I saluti di Mons. Antonio Tamponi, Amministratore diocesano dell’Arcidiocesi di Sassari, hanno aperto la presentazione alla stampa cittadina del programma autunnale dell’Ente de Carolis per la stagione lirica 2025.

La conferenza stampa si è tenuta nella mattinata del dieci settembre, presso la sala Isgrò all’Episcopio di Sassari.

Episcopio Arcivescovado di Sassari – Sala Isgrò

«Il Requiem nasce da un uomo che non era credente.» Il presidente dell’Ente de Carolis, professor Antonello Mattone, ha illustrato un esauriente quadro storico nel quale contestualizzare la nuova programmazione in occasione dell’anno giubilare 2025.

«Il Requiem è un capolavoro tra i più eseguiti al mondo – prosegue  Mattoneda quando lo stesso Verdi diresse la prima esecuzione del concerto il  22 maggio 1874 nella Chiesa di San Marco a Milano e in seguito alla Teatro alla Scala in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni a cui il concerto è dedicato.»

L’Ente de Carolis si unisce alle celebrazioni dell’anno giubilare 2025 inserendo, nella già ricca programmazione, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, in collaborazione con la Curia arcivescovile di Sassari.

Il Requiem sarà presentato sul palco del Comunale venerdì 21 novembre alle 20,30 e domenica 23 novembre alle 16,30 e avrà come protagonista l’Orchestra del de Carolis diretta  dal maestro giapponese Hirofumi Yoshida.

Attivo in ambito internazionale e direttore Artistico della Fondazione Rising Sun Opera in Giappone. Da tempo residente in Italia Hirofumi Yoshida è direttore musicale della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena.

Il Coro del de Carolis, chiamato insieme all’Orchestra a fare da cardine alla grandiosa composizione verdiana, sarà diretto da Francesca Tosi. Prosegue, anche in questa produzione, la collaborazione con  il Coro del Friuli Venezia Giulia, (diretto da Cristiano Dell’Oste),  che sarà sul palco del Requiem accanto al Coro dell’Ente.

 Nel cast dei solisti dei graditi ritorni, tra cui due artisti sassaresi di fama: il soprano Francesca Sassu e il tenore Matteo Desole  insieme al mezzosoprano Egle Wyss già applaudita interprete nel 2024  del Werther di Massenet nel ruolo di Charlotte, a completare il cast il basso Abramo Rosalen.

«Una buona notizia l’inserimento del nuovo progetto nel cartellone. Raccontare il Requiem di Verdi con l’Anno Giubilare che fonda sulla Speranza. C’è il tema ricorrente della guerra. L’idea di speranza non è quella di un banale ateismo che approda al nichilismo. Questo evento rende Sassari teatro di carattere nazionale ed europeo.»

La sintesi di una grande produzione che impatta su più versanti, nel rapporto con la cittadinanza nell’intervento del sindaco Giuseppe  Mascia. 

Alessandro Gazale con Giuseppe Mascia

Un ragionamento sviluppato dal direttore artistico del de Carolis, Alberto Gazale:

«Verdì è longevo. Dopo la composizione dell’Aida si era fermato. Nell’ultimo ciclo dei capolavori verdiani, la longevità di Verdi è una grande fortuna per tutto il mondo artistico. Verdi era ateo, ma non nichilista. Aspirava alla conoscenza della spiritualità. Come altri grandi compositori, ha avuto a che fare con la fede in altre modalità di ricerca. Porta un piano di interrogazione. Di trascendenza. Una sorta di travaglio interiore. E’ il miglior Verdi. La meta più alta dal punto di vista artistico.»

In concomitanza con le iniziative dell’anno giubilare, aggiunge:

«La meta di essere accolti qui, con la presenza del Sindaco, nei gangli della città, nel posto più spirituale della città, coincide con l’immagine della Sardegna che cresce tantissimo nel mondo. Non solo per la sabbia fine e il mare cristallino. I nostri stessi lavoratori all’interno del teatro cittadino stanno prendendo consapevolezza del loro lavoro. Della loro bravura. Dietro questo Requiem c’è un’apertura importante alla nostra società. Noi siamo un teatro aperto. Un teatro di cristallo. Da fuori si vede quello che succede dentro. Siamo aperti a tutte le collaborazioni.»

L’occasione per citare nuovi orizzonti di partenariato per nuove produzione con il concreto interesse di soggetti dell’estremo oriente: Corea e Shangai gli ultimi riscontri di un interesse forte per un impegno inedito di tutte le maestranze coinvolte.    

La stagione autunnale prenderà il via il 10 ottobre alle 20,30 (seconda recita  12 ottobre alle 16,30) con un dittico che presenta: Jungfrun I Tornet (La Fanciulla Nella Torre)  di Jean Sibelius e Mandrake di Nicola Colabianchi

In entrambi gli allestimenti a dirigere l’Orchestra del de Carolis sarà Sergio Oliva, regia e scene saranno curate da Alberto Gazale, il Coro del de Carolis sarà diretto da Francesca Tosi, assistente regia Siria Colella, coreografia Luigia Frattaroli, costumi Luisella Pintus, assistente alla scenografia  Gianpaolo Salis, light designer Tony Grandi.

LA FANCIULLA NELLA TORRE è un nuova produzione dell’Ente che presenta al pubblico in prima assoluta in forma scenica l’unica opera ultimata del compositore finlandese Jean Sibelius (1865 – 1957), considerato uno dei più grandi compositori del XX secolo, artistaculto in Svezia e in America, maestro del romanticismo nordico.

«Con questo progettoprosegue Gazalesi vuole riportare all’attenzione del pubblico l’opera di Sibelius, uno dei più significativi compositori sinfonici del tardo romanticismo che ha avuto un impatto duraturo sulla musica sinfonica moderna. Le composizioni di Sibelius si caratterizzano per la ricca orchestrazione, le melodie ampie e un approccio innovativo alla struttura musicale. La sua musica ha influenzato compositori successivi, tra cui Dmitri Shostakovich e Benjamin Britten»

Da sottolineare come sia sempre più frequente l’utilizzo delle opere di Sibelius sia nel cinema che nelle serie televisive. Tra i numerosi film italiani che hanno utilizzato come colonna sonora brani del compositore finlandese:  Il divo di Paolo Sorrentino, e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo. Tra le serie tv statunitensi diversi episodi della serie “The Mentalist” di David Barrett e di “Mozart In The Jungle” di Roman Coppola. La fortuna di Sibelius nel cinema va al di là dell’ampio utilizzo delle sue opere. Lo stile del compositore (l’uso delle fanfare di ottoni, il piglio eroico, l’evocazione naturalistica) hanno ispirato le colonne sonore di molti film hollywoodiani dei generi fantasy e avventura.

MANDRAKE In prima assoluta al Comunale di Sassari anche il secondo titolo del dittico Mandrake opera lirica di Nicola Colabianchi, compositore e soprintendente e direttore artistico del Teatro la Fenice di Venezia. Formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Colabianchi è stato direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma, e del Lirico di Cagliari. Come compositore, ha scritto opere sinfoniche e cameristiche, e ha realizzato “Il Mago”, la prima opera lirica ispirata a un fumetto, presentata nel 2000 al Teatro Brancaccio di Roma.

Mandrake il mago (Mandrake the Magician) è un personaggio dei fumetti  ideato nel 1934  da Lee Falk e disegnato da Phil Davis. In inglese Mandrake significa mandragola pianta a cui si attribuiscono poteri magici. Le strisce di Mandrake furono tradotte con successo in tutto il mondo, in Italia divennero così popolari che ancor oggi per dire ‘Non posso fare l’impossibile’ si usa l’espressione ‘Non sono mica Mandrake!’, in cui il nome del mago è pronunciato come si scrive, e non, come vorrebbe la pronuncia inglese, Maendreik.

Giuseppe Mascia con Antonello Mattone

 SALOME La stagione proseguirà con un titolo che appartiene di diritto al grande repertorio dell’opera lirica: Salome di Richard Strauss in scena il 7 e 9 novembre, capolavoro dellastoria dell’opera tedesca post-wagneriana. L’opera raccolse fin dalle sue prime apparizioni unsuccesso tanto straordinario quanto clamoroso diventando una delle opere del Novecento più rappresentate al mondo. Nei primi decenni della sua storiala circolazione fu però penalizzata, sia dalla scabrosità del soggetto, che dalla censura nazista in Germania e puritana in ambiente anglosassone.

A dirigere in questo nuovo allestimento l’Orchestra de Carolis sarà Beatrice Venezi che ritorna al Comunale dopo il recente successo di Giselle Around le villi e di Falso tradimento.

Grande ritorno a Sassari anche per il regista di fama internazionale Hugo de Ana acclamato nel 2024 per la regia di Falso Tradimento che curerà per Salome anche scene e costumi. Assistenti regia: Siria Colella – Gianpaolo Salis, coreografo Michele Cosentino, assistente scene Nathalie Deana, assistente costumi Cristina Aceti, light designer Valerio Alfieri. Nel ruolo di Salome un altro gradito ritorno: Anastasia Boldyreva acclamata nella stagione 2023 nel ruolo di Abigaille nel Nabucco e nel 2025 nel ruolo di Anna in Giselle Around Le villi.

LUCIA DI LAMMERMOOR. A chiudere il cartellone autunnale un’altra opera amatissima Lucia di Lammermoor (12,14.16 dicembre) di Gaetano Donizetti. A dirigere l’Orchestra del de Carolis in questo nuovo allestimento sarà Fabrizio Maria Carminati già applaudito a Sassari per la direzione del Nabucco nel 2024. Gradito ritorno anche peril regista Renato Bonajuto che ha diretto Tosca al comunale nel 2024. Assistente regia Siria Colella, scene e costumi Lorenzo Mazzoletti Il coro del de Carolis sarà diretto da Francesca Tosi. Nel ruolo del titolo Rocio Perez, nel cast anche Mario Cassi, Matteo Desole, Nicolas Resinelli, Dario Russo, Mauro Secci. 

Mons. Antonio Tamponi

Con l’inserimento in cartellone del Requiem l’Ente Concerti riapre (a partire da giovedì 11settembre) la campagna abbonamenti.

Info: Teatro Comunale 079290881- 3514603357 / 3514142798  www.marialisadecarolis.it

Dal lunedì al venerdì ( 10-13/ 17-20)

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