Rivoluzione. Un sogno tramandato nelle aspettative dei popoli. La splendida narrazione di Arturo Perez Reverte illumina la vicenda messicana d’inizio Novecento.

«Quando Martin raggiunse la cima della collina lo abbagliò un raggio di sole nascente, orizzontale e rosso. Si fermò lì, con gli occhi socchiusi accecati dalla luce, sentendo con sollievo il primo calore del giorno sugli abiti ancora umidi. Poi si piegò fino a rimanere chino mentre riprendeva fiato. »

Il passaggio riportato è stralciato dalla narrazione saliente che attiene le vicende del protagonista, Martín Garret Ortiz. Il giovane ingegnere minerario spagnolo, trasfertista  assegnato da una multinazionale europea a una miniera in Messico agli albori del Novecento, traccia come una stella polare, la trama di un avvincente romanzo storico.

Rivoluzione, scritto da Arturo Pérez-Reverte, edito in Italia nel 2024 da Rizzoli editore, con la traduzione del testo a cura di Bruno Arpaia; è un avvincente affresco della rivoluzione contadina messicana guidata da Pancho Villa ed Emiliano Zapata.   

“C’è un grande scrittore spagnolo – ha scritto Corrado Augiasche somiglia al miglior Spielberg più Umberto Eco. Si chiama Arturo Pèrez Reverte”.

Questo autorevole endorsement, riferito all’autore nato a Cartagena in Spagna nel 1951, riconosce i tratti essenziali di un successo editoriale che distingue la gran parte dei libri scritti da Reverte. Forte di una ventennale esperienza di giornalista inviato di guerra. Reporter dai più cruenti e poco noti conflitti del secolo breve: dal Libano all’Eritrea, alle isole Falkland, sino al Nicaragua, Mozambico, Romania e Bosnia.   

La cifra professionale dell’autore è un naturale riverbero in questa vicenda che trae origine nell’’8 maggio del 1911, con un sfondo di un paesaggio rurale e povero. Contrapposto agli ambienti lussuosi degli alberghi a cinque stelle, frequentati dai decisori economici in combutta con l’élite militare delle fazioni contrapposte. 

 La storia di Martín Garret è una stupefacente finzione dello scrittore, capace di descrivere con modalità epiche e rocambolesche le drammatiche dinamiche che disegnarono il complicato regime messicano del primo Novecento. Il talentuoso ventiquattrenne, astro nascente nelle tecniche minerarie, nei componenti che ne comportano la lavorazione, ivi compresi i materiali esplosivi, è ingaggiato suo malgrado, in una compagine di militanti rivoluzionari.  

Il suo nuovo ruolo di consulente dinamitardo lo condurrà in una parabola di eventi che lo renderanno di fatto, esponente essenziale nella causa rivoluzionaria.

Una campagna militare sviluppatasi nelle 463 pagine del libro con una scrittura irresistibile. Densa di figure e allegorie illuminanti circa la genesi storica dei conflitti.

Dove valori non negoziabili per il genere umano, la lealtà, l’amicizia, l’amore costituiscono un peso specifico rispetto ai meri e veri interessi economici.

Emergenti in tutte le guerre e i conflitti di ogni stagione storica.    

Un ruolo non secondario, essenziale in ogni scenario di guerra e non solo, descritto con una magistrale aderenza alla realtà dell’istituzione, è assunto con l’informazione dai luoghi di guerra. Un tema cruciale incarnato nell’affascinante cronista Diana Palmer.

Scaltra, opportunista nel trovarsi puntualmente nei momenti topici a scapito di notevoli rischi per la propria incolumità, per coprire gli eventi culminanti da diffondere tramite le sue testate di riferimento. 

Arturo Pérez Reverte. Fonte : pagina faebook gruppo pubblico fans

Anche in questo tema Reverte è lungimirante nell’offrire una visione realistica circa l’attendibilità delle notizie in arrivo dai fronti caldi. Una questione dirimente nella nostra società contemporanea che, evidentemente, dipende in una percentuale decisiva, proprio dalla capacità di penetrazione dei reporter ingaggiati.  

La densità dei fatti e dei protagonisti che affastellano una luminosa storia geopolitica, abbondantemente bagnata dal sangue delle centinaia di vittime fra i combattenti delle opposte fazioni; declina in un paesaggio di inevitabile umanità. Dove eventuali conclusioni non sono sufficienti nel garantire scenari definitivi.

Buona lettura.   

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