«Donizetti ha una genialità assoluta. Scriveva tanto perché era la scrittura l’unico modo per placare la sua emicrania.» La testimonianza del Maestro Fabrizio Maria Carminati, narrata con uno speciale legame all’opera del grande compositore, suo concittadino, alla presentazione della recita lo scorso due dicembre nel foyer del Teatro Comunale sassarese, si è pienamente rinnovata nella prima della “Lucia di Lammermoor”. Andata in scena venerdì dodici dicembre, nella versione integrale. Venti anni dopo la sua ultima rappresentazione a Sassari.
A centonovanta anni dal suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli, avvenuto il 26 settembre 1835, dove sarà riproposta nel prossimo marzo 2026 con la direzione del maestro Francesco Lanzillotta e la regia di Gianni Amelio; Lucia di Lammermoor conferma la sua statura iconica e centrale nella produzione del melodramma italiano.
L’opera allestita dall’Ente de Carolis a Sassari, ha realizzato l’ennesimo pieno successo di questa stagione lirica sinfonica 2025. Oltre le singole specificità delle opere che hanno caratterizzato il cartellone e le caratteristiche di tutti gli artisti che hanno calcato il palco e il podio del Teatro Comunale, il fil rouge, emerso anche in questo straordinario epilogo con un opera particolarmente complessa e impegnativa, ha riconosciuto l’elevato grado di armonia e coesione con tutte le componenti orchestrali.
Una condizione essenziale, non scontata, favorita dalla competenza dell’Orchestra del de Carolis del cast vocale e del coro.
La base primaria che ha pienamente avallato le aspettative del direttore bergamasco.
L’esperta direzione di Carminati, allievo prediletto del grande maestro donizettiano Gianandrea Gavazzeni, ha offerto una narrazione drammatica, dal ritmo serrato e coinvolgente.
In una perfetta armonia con il coro del de Carolis preparato da Francesca Tosi.
Davvero difficile descrivere l’atmosfera riprodotta con estrema precisione dell’ambientazione vissuta sul calar del XVI secolo nel giardino del castello di Rawenswood in Scozia.
“Una sorta di Giulietta e Romeo in Scozia con Lucia Ashton e Edgardo di Ravenswood che sono proprio come i Montecchi e i Capuleti a Verona. Bravissimi l’orchestra e il coro, superbi la scenografia e i costumi, ottima la regia teatrale.”
Il commento di un appassionato spettatore in platea racchiude in maniera eloquente la cifra di una prova superba. Favorita dalla splendida interpretazione dei protagonisti:

Rocio Perez, trionfatrice della serata, nel ruolo di Lucia. La soprano spagnola si è superata in una struggente interpretazione. Follia e amore si fondono in un dolore commovente. Accentuato dalle tonalità virtuose del suo canto. Un prolungato e affettuoso applauso ha omaggiato l’ottimo tenore sassarese Matteo Desole. Perfetto nel ruolo del giovane Edgardo passionale ed impetuoso.

L’ovazione finale ha omaggiato l’intero ottimo cast: Mario Cassi (Lord Enrico), Dario Russo (Raimondo Bidebent), Nicolas Resinelli (Lord Arturo), Ginevra Gentile (Alisa) e Mauro Secci (Normanno). Tutti i tempi, le comparse in una imponente scenografia curata da Alfredo Troisi, con le luci di Tony Grandi e le proiezioni di Marco Piras, sono state sapientemente guidate dalla regia di Renato Bonajuto. Affiancato dalle puntuali assistenze di Siria Colella e Gianpaoalo Salis. Senza dimenticare le ottime coreografie di Giuliano De Luca.

Non era una partitura semplice, ma le oltre tre ore in sala hanno scaturito numerosi e lunghi applausi a scena aperta. Riconoscendo all’intera struttura dell’Ente de Carolis il giusto plauso per l’alto livello di competenze offerto in tutti i ruoli e le maestranze che consentono la grande bellezza in ribalta.
Ci sembra giusto rimarcare questo aspetto confermato in un piccolo imprevisto occorso durante il primo atto nella prima. Con il sipario chiuso per un cambio di scena, un lieve malore patito da una spettatrice nelle prime file del parterre, causa una extra pausa che si prolunga per qualche minuto. Il pronto intervento del personale di sala favorisce il protocollo d’intervento dei soccorritori. Tutto si compie in sicurezza, garantendo la calma in sala. Con l’onnipresente contributo del direttore artistico Alberto Gazale a comunicare con orchestrali e cantanti. Si riapre il sipario con la concentrazione e la tenuta armonica che non risentono assolutamente del piccolo stop. Anche questo evento contribuisce a fare la differenza per un grande successo.

Riconosciuto nell’entusiasmo finale che coinvolge tutti gli spettatori.
C’è ancora un’opportunità per godere di questo bellissimo epilogo della stagione lirica.
Martedì 16 dicembre, alle 20.30, la terza e ultima recita della Lucia di Lammermoor.
Dopo le tre recite di Lucia di Lammermoor L’Ente de Carolis proporrà al pubblico un concerto straordinario: Canti di luce, che il 21 dicembre alle 18 illuminerà il Teatro Comunale di Sassari. Un programma pensato per celebrare la magia delle festività attraverso il dialogo tra grande musica orchestrale, voci soliste e la freschezza del Coro Voci Bianche del de Carolis. Sul palco protagonista il coro preparato dal Maestro Salvatore Rizzu, Sul podio, a guidare l’Orchestra Ente de Carolis sarà il direttore Francesca Tosi, mentre il tenore Valerio Borgioni interpreterà alcune tra le pagine più amate del repertorio operistico e natalizio.
