E gli ultimi divennero i primi, nella notte stellare di Alghero. De André canta De André Best of Summer 2025. All’anfiteatro Ivan Graziani storico concerto inaugurale nel tour sardo di Cristiano De André.

Vivere questo spettacolo è un atto civile. Un gesto rivoluzionario d’amore verso il prossimo. Quello diverso e sconosciuto. Questa sera a Riola Sardo, domani a Lanusei, esclusive opportunità per chi non sia stato ad Alghero.   

«Ciao Alghero! Finalmente si gioca in casa! C’era qualcuno volge lo sguardo al cielo ndr –  che diceva che la cosa migliore che poteva capitare era vivere in Sardegna. Io vivo qui da qualche anno e va bene così.»

Non c’è da aggiungere nulla per quanto riguarda chi scrive queste note e abbia condiviso, vissuto il concerto inaugurale del tour sardo di Cristiano De André.

Il tour De André canta De André inizia nell’isola con la prima tappa all’Anfiteatro Ivan Graziani ad Alghero, giovedì 31 luglio, con l’organizzazione de Le Ragazze Terribili nella ventisettesima edizione del Festival Abbabula.      

Questa sera, venerdì 1 agosto, il concerto inizierà alle 21.00 al Parco dei Suoni di Riola Sardo, con la produzione di Sardegna Concerti. Domani, sabato 2 agosto, l’epilogo della tournee sarda con l’ultimo live a Lanusei al Rocce Rosse & Blues Festival.   

Non c’è l’idea di alcuna recensione su questo spettacolo, che, possiamo aggiungere, rimane un memoriale da vivere “insieme”. In una società l’idea del vivere comune, della partecipazione unanime, della condivisione sociale è stata interamente smantellata.   

«Era mio padre!» E’ forse uno dei non casuali punti focali che potrà illuminare ognuno di noi dopo aver vissuto questa esperienza. Con l’eccellente, maturo polistrumentista Cristiano De André e i suoi ottimi compagni di palco: Osvaldo Di Dio (chitarre); Davide Pezzin (basso e contrabbasso); Luciano Luisi (tastiere) e Ivano Zanotti (batteria) con Giancarlo Pierozzi, ingegnere del suono.     

«Poi è successo quello che sappiamo. Dopo qualche anno ho deciso di continuare da solo e dare la possibilità a chi non lo aveva mai visto sentire cantare dal vivo, di sentirlo almeno da un suo parente più prossimo.»

Il racconto dell’esperienza personale, la vicenda privata di un rapporto familiare complesso come in tanti casi, avvalorato o appesantito, secondo i casi della vita, dall’eredità artistica di un cognome di tale portata, si fonde con la storia d’Italia. Quella dura, bagnata da troppo sangue, dell’ultimo mezzo secolo. Ripulita, troppo spesso, con solventi neri. Tentativi di ricostruzioni, buoni solo per trainare un…carro. Armato. Al seguito, non si capisce bene di cosa. Ovvero si capisce bene e viene esplicitato nel migliore dei modi in questo spettacolo. Come solo la potenza della musica sa fare. E la dignità degli ultimi sa recepire.           

Concludiamo queste note, prima di offrire la visione di una mini galleria di immagini, facendo nostre le migliori, chiare citazioni di Alfredo Franchini:  

Cristiano De André riunisce “quelli che non si sanno rassegnare a una notte senza stelle.”  

Un necessario memoriale laico che converge con l’amore più rivoluzionario e immane di Cristo. Capace di far rivivere nelle nostre menti e sentimenti, un suo degno discepolo nell’Italia divelta e abbandonata: don Andrea Gallo.  

Andiamo. Torniamo agli appuntamenti con Cristiano De André, questa sera a Riola Sardo, domani a Lanusei, dal 7 agosto nella penisola, prima al nord nel bresciano, poi nel sud, in Sicilia.  Ancora come ci ricorda e sollecita Franchini: 

«per compiere un viaggio nella poetica di Fabrizio: chi vuole capire che cosa accade oggi nel mondo deve ascoltare questo concerto… È il racconto poetico della storia d’Italia dai primi anni Settanta ai giorni nostri; tra l’amore sacro e l’amor profano c’è tanta spiritualità e tanta attenzione al prossimo. »    

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