«Spalancate le porte dei gruppi territoriali. Portate la vostra forza e non abbiate paure!
Con la forza delle vostre libertà. Che Dio vi benedica!»
La veemente conclusione dell’intervento di Ettore Licheri, nell’epilogo dell’assemblea regionale sarda degli attivisti e iscritti al M5S, tenutasi a Oristano nell’ultimo sabato di maggio, segna la cifra identitaria della comunità pentastellata isolana.

Riunitasi in un clima intimo e familiare. Una grande festa che ha esaurito rapidamente la capienza del Teatro Garau sin dalle 9.30 del mattino. Quando attivisti e iscritti, precedentemente accreditatisi sulla piattaforma digitale del M5S, hanno stipato oltre il limite dei 400 posti disponibili, platea e galleria della sala in via Parpaglia.
Presidiata con discrezione da una rassicurante presenza delle forze dell’ordine.
Carabinieri e agenti di PS, vigili e inoperosi favoriti dall’unanime spirito identitario dei partecipanti. Accolti dall’ottimo servizio d’ordine e accoglienza dei volontari 5S di casa. Pronti a gestire il doppio appuntamento di molti partecipanti. Prenotati anche per la sessione pomeridiana per la presentazione del saggio del presidente Conte, “Una nuova primavera” (Marsilio editore) coordinata dal direttore de La Nuova Sardegna, Luciano Tancredi.

Poco dopo le 10.00 sul palco, Alessandro Solinas, consigliere regionale M5S, ha inaugurato i lavori assembleari. A suo agio nella gestione di una lunga scaletta degli interventi programmati, l’anchorman istituzionale ha rotto gli indugi manifestando la sua sincera doppia soddisfazione. Presentare nella sua città natale, Oristano, la più importante assise regionale del movimento. Un felice debutto nel nuovo incarico da coordinatore regionale del movimento pentastellato sardo. Un delicato ruolo ereditato dal suo predecessore, Ettore Licheri, chiamato ad assumere la vice presidenza nazionale del Movimento, guidato da Giuseppe Conte.

con i coordinatori provinciali M5S Sardegna
Una intensa e significativa prolusione, l’apertura di Solinas. Capace di rimarcare i passaggi salienti dei primi due anni di questa XVII^ legislatura regionale sostenuta dalla presidenza di Alessandra Todde.
Un percorso approfondito negli interventi successivi prodotti da tutti i territori dell’isola presidiati dall’azione politica dei pentastellati.
Solinas ha ricordato all’assemblea alcuni fra i dossier stringenti: la gestione idrica nell’isola rimasta nel controllo pubblico; la controversa dibattuta transizione energetica; l’annosa vertenza sulle entrate con lo Stato; la tenuta sul salario minimo regionale fissato a 9 euro lordi per ora. Senza dimenticare una macro opportunità – ancora poco nota ai più – racchiusa nel termine ET, Einstein Telescope. Sino alle recentissime vicende sul confronto serrato con le compagnie aeree low cost, sulle pretese tariffarie avanzate dal vettore irlandese Ryanair.

Nel confermare l’apertura più disponibile al confronto politico su ogni attività di governo a favore della comunità, Solinas non poteva mancare il riferimento al recente evento spartiacque in un percorso estensivo di partecipazione democratica.
Reso performante con una incoraggiante partecipazione popolare lo scorso 16 maggio con le 100 piazze democratiche italiane di NOVA.
L’assemblea è entrata nel vivo con i contributi dei coordinatori di tutti i gruppi territoriali provenienti da tutta l’isola. Alcuni di questi sono risaliti una seconda volta in ribalta nella seconda funzione ricoperta come amministratore comunale o regionale.
Un refrain su tre note è risuonato nel coro polifonico degli interventi:
pazienza : una peculiarità inderogabile nel contraddittorio politico, anche, soprattutto all’interno delle coalizioni di governo – a vario livello – evocata inizialmente da Emanuele Matta, consigliere regionale, neo coordinatore provinciale del Medio Campidano.

«La pazienza nel costruire relazioni. Un seme piantato che ha dato i suoi frutti nel Gruppo del Medio Campidano»
responsabilità : il mood decisivo. Dare risposte concrete per chi detiene l’azione di governo. Il cuore pulsante della politica. Affrontato nelle linee essenziali nella conclusione di Giuseppe Conte.
sede : ultimo, ma non meno rilevante, la necessita di una dotazione di uno spazio fisico dove ritrovarsi. Non per sistemare bandiere e vessilli, quanto per costituire un riferimento riconoscibile. Una casa aggregativa per tutti, soprattutto nei piccoli centri dove imperversa l’inverno demografico.
Tante le esperienze importanti emerse in questa entusiasmante maratona. Partecipata con un unanime sentiment nell’intera sala. Impossibile citarle tutte.
Dal comune più antico dell’Ogliastra, Girasole, giunge una incoraggiante controtendenza. Un lieve saldo positivo annuale fra nascituri e morti. Con l’età media dei suoi circa 1400 abitanti, che si attesta sui 40 anni.
L’atteso ritorno da sindaco nella sua Nuoro da sindaco di Emiliano Fenu, dopo i trascorsi parlamentari a Roma. «Sono felice di essere tornato a fare il sindaco nella mia città. A lavorare con cinque persone che sono punto di riferimento di tutta l’amministrazione. Il primo Gruppo nel consiglio comunale.» Lo stesso sindaco nuorese ritorna sulla straordinaria ipotesi della cittadella scientifica. Destinata con l’Istituto Sardo di Geofisica e Vulcanologia ad ospitare l’Einstein Telescope.

L’innovativo housing sociale a Sassari prevede un approdo normativo con l’assegnazione di 27 alloggi presso l’ex hotel Turritania, per altrettanti utenti di fascia grigia. È l’assessora comunale di settore, con delega al patrimonio, Patrizia Mercuri che annuncia questa attesa iniziativa. Accompagnata in ribalta dai consiglieri comunali Noemi Piga e Eugenio Arru.

Per la città metropolitana turritana erano già saliti sul palco anche il deputato Mario Perantoni e Nicola Devilla. Rispettivamente coordinatore provinciale di Sassari e responsabile del gruppo territoriale sassarese.

Uno spazio importante, il più interessante per certi versi, lo ha impegnato Alessio Saba, referente del network Giovani (https://community.networkgiovani.eu/). Il giovane studente cagliaritano, originario di Villacidro, ha offerto un approccio inedito circa la formazione e l’ingresso nel mercato del lavoro per I giovani sardi. Confermando la più alta capacità politica d’inclusione e dialogo del Movimento con il potenziale elettorato più giovane in Italia. L’età media di molti esponenti e amministratori pentastellati è il riscontro più evidente.

Intorno alle 11,00 un primo fragoroso boato in platea, seguito da una calorosa prolungata ovazione aveva salutato l’ingresso in sala di Alessandra Todde.

Un’accoglienza così speciale da sciogliere tutta la tensione accumulata in un pianto –liberatorio. Una commozione unanime e solidale di tutta l’assemblea stretta forte alla sua Governatrice.

Poco dopo le 13.00 il secondo fragoroso furore accompagna l’arrivo in platea di Giuseppe Conte che si accomoda in prima fila. Dopo essersi districato fra bracci e mani che impugnano smartphone iper attivi.

Prima che salga anche lui sul palco per la chiusura, lo anticipano gli esponenti di vertice locale. L’assessora regionale al lavoro, Desirè Manca, Ettore Licheri e la stessa Alessandra Todde tengono ancora più alta la temperatura in platea.

Caparbia e decisa, Todde rivendica con barbaricina determinazione le ragioni del suo operato. Attaccato quotidianamente con artefatte e grossolane ricostruzioni. Prova a sgonfiarle con una risolutezza che lambisce lo sdegno e la rabbia. Quando la vicenda recente su RWM, lo stabilimento di produzione bellica di Domusnovas, allude a non tollerabili strumentalizzazioni.

Ancora dura sulla reiterate ricostruzioni diffamatorie delle opposizioni sull’uso delle rinnovabili in Sardegna.

«Sulle rinnovabili in Sardegna è stata fatta una campagna diffamatoria. La Sardegna ha pianificato dove fare e dove non fare impianti, rendendo idonei 241 chilometri quadrati di territorio che potrebbero far sviluppare fino a 20 gigawatt di potenza installata. Quindi a chi dice che l’1% di territorio non è abbastanza, diciamogli chiaramente che racconta bugie. Siamo la prima Regione che ha legiferato sulle aree di accelerazione, la prima che ha fatto una legge sulle aree idonee. Abbiamo destinato circa 1 miliardo per l’autoconsumo incentivando le imprese a essere resilienti rispetto al costo energetico e abbiamo realizzato piani straordinari contro la povertà energetica. Allora si può dire che la Sardegna non sta facendo la sua parte? No, non si può dire. Si deve dire che la Sardegna sta pianificando il suo territorio, dove far sviluppare le rinnovabili nel modo migliore. Voglio aggiungere un ulteriore dato: in questi vent’anni, in cui la Sardegna è stata una delle prime regioni d’Italia a sviluppare le rinnovabili, sapete quale è stato l’impatto sulle bollette per i sardi? Zero.»

È già trascorsa l’ora di pranzo quando Giuseppe Conte sale in ribalta. Il suo popolo lo acclama. Non ne vuol sapere di ridurre i tempi.

«Ma dovevate realizzarle le cose in quattro anni! Non annunciarle a fine legislatura.»

Conte entra nel vivo della competizione politica per il ritorno al governo nazionale con le elezioni politiche del prossimo anno. Lo fa da par suo, collegando i progetti realizzabili in Sardegna, rispetto alle occasioni mancate in ambito nazionale: «cento ospedali di comunità e case di comunità. Una gran cosa, realizzarli nei termini per avere l’opportunità di rinforzare il tessuto sanitario. Una delle priorità che ci avete rappresentato in campagna elettorale. Anche qui il progetto di ridurre le liste di attesa con i richiami. Tutti i progetti che state facendo. Altro che il “piano casa” che il governo ha annunciato per i governi che verranno. Adesso che stanno andando via, tirano ogni giorno un piano. Quanto durerà? 10 anni, 20 anni, 5 anni. Avete avuto 4 anni e non avete fatto nulla!»

Il passaggio alle dure sfide da ingaggiare con il nuovo governo nazionale che verrà, è naturale conseguenza. Sul versante internazionale «con l’Europa che rimane afona rispetto al fallimento sul conflitto russo ucraino. Avete scommesso sulla vittoria militare! Avevamo chiesto da subito una soluzione negoziale. Adesso purtroppo il fallimento è evidente. Tutte le previsioni di catastrofe in Russia non si sono realizzate. Non ci rimane che la svolta negoziale.»

Sul piano interno le scelte che non si possono ignorare riguardano inevitabilmente il cambiamento epocale nel mondo del lavoro con la presenza, già importane della intelligenza artificiale. Nell’ambito della riqualificazione professionale, la formazione torna ad essere centrale. Sicuramente i 13 miliardi e mezzo del ponte sullo stretto, sarebbero vitali per intercettare capitale umano nella svolta sul futuro.
Il cambio di marcia innestato con l’assemblea di Oristano, ricompatta le energie dei pentastellati sardi in coincidenza con il voto amministrativo del 7 e 8 giugno.
Una tappa essenziale nel percorso di partecipazione democratica avviato con NOVA.

Quel 50% di cittadini che, non per propria responsabilità, ha dismesso anche un diritto primario da esercitare alle urne, va recuperato con azioni concrete.
La Sardegna a poco meno della metà del cammino politico istituzionale della giunta a guida Todde incrocia una sorta di esame di medio termine, circa la continuità del programma di governo avviato nel 2024 con la coalizione del campo largo.




In questa settimana decisiva, sarà proprio Alessandra Todde a chiudere a Porto Torres, insieme a Ettore Licheri e Mario Perantoni, venerdì 5 giugno alle 19.00, la campagna elettorale a sostegno del sindaco uscente Massimo Mulas.

Proprio il centro turritano del Nord Sardegna aveva dato un contributo importante nella elezione dell’attuale governatrice ( Alessandra Todde a Porto Torres. Benvenuta alla fiera delle potenzialità di sviluppo mancate. – L’ altra ribalta)
