The Passenger Sardegna. La scomposta insularità.

«La morte di una sardità presunta, spesso inesistente nelle sue caratteristiche folkloriche, come l’ospitalità, l’orgoglio la suscettibilità, la genuinità, la selvatichezza, il matriarcato, la parola data, la bellicosità, l’eroismo, è un lutto che, da generazioni, non riusciamo a elaborare.»

Il passaggio stralciato alla pagina 33 del volume è tratto da un saggio di Marcello Fois.

Inserito nell’ultima uscita de “THE PASSENGER Sardegna”, da poche settimane in tutte le librerie per i caratteri editi da IPERBOREA.

Il viaggio in Italia con la prestigiosa collana dei viaggiatori lettori dei luoghi più belli e intriganti da esplorare, continua con la terza regione italiana più grande. Un’isola, la Sardegna, che vede, quando non contesta, il resto del Paese, con più diffidenza. Talvolta estrema.

Lo scrittore nato a Nuoro il 20 gennaio 1960, uno dei cuori barbaricini, ideatore del Festival L’isola delle Storie di Gavoi, giunto quest’anno alla XX edizione, interviene in questo numero speciale con il saggio “Un senso di sé”.

Leggere Fois – in libreria con il suo ultimo romanzo, edito nel 2025 per Einaudi, “L’Immensa distrazione” –  da molti anni residente a Bologna, potrebbe indurre più di un lettore, non solo sardo, in un avventata conclusione. Da sindrome del “traditore”.

L’eventuale strumentale pretesto per scatenare gli odiatori da tastiera per attivare i periodici sciami d’insulti perl’ennesimo scrittore sensibile ad un immaginario sistema economico di dubbia origine. Campagne diffamatorie con moventi più assurdi e falsi, compreso quello sacrilego di “infamare” il ventre materno della propria terra.

Un film già visto. Degenerato con enfasi ben diverse, in ragione anche dei contenuti, appetibili ad una editoria internazionale, per la produzione narrativa di Roberto Saviano.

Potremmo indurre lo stesso lettore in una esagerata aspettativa. Quando non esporre lo stesso autore a infondati pregiudizi. In questi giorni basta poco per scatenare polemiche.

Soprattutto – abbiamo già visto nelle ultime settimane – nelle comunità degli scrittori.   

                                                       Niente di tutto questo. Crediamo. 

Imperterrito Fois avanza nello sdoganare stereotipi non più sostenibili.

Neppure nei ricordi di una certa lettura preconfezionata, cara agli “indipendentisti di ritorno”.

Magari, rilassati con la berrita nera, nel leggere increduli:

Alghero 25 giugno 2026
Festival “Dall’altra parte del mare”
da dx: Giovanni Dessole – Costantino Cossu
Ph: Bea Cirronis.

«Quante idiozie può produrre un malinteso senso di sé. E quante ne produce l’dea che l’unica strada per rispondere alla mancanza di senso che ci attraversa in quanto sardi sia quella di negare i dati reali, la storia che ci ha attraversato, le scelte che abbiamo fatto.»  

L’apparente dura requisitoria di Fois potrebbe già costituire un ottimo motivo per accompagnare il lettore in una approfondita esplorazione del libro. Coglierne gli anditi reconditi e antropologici dei luoghi. Come nella pregiata cifra dei sempre attesi progetti della collana THE PASSENGER

«Roberta Olianas, attivista dell’associazione culturale Assemblea natzionale sarda, lo dice con l’amarezza di chi ha dedicato anni allo studio dell’occupazione militare in Sardegna: “il posizionamento dei poligoni è figlio di un’impostazione coloniale a doppia mandata: la Sardegna la subisce da parte dello stato italiano, che a sua volta vive in un contesto di imperialismo. Siamo stati predati dei quattro quinti del patrimonio boschivo, poi il petrolchimico, ora si parla di colonizzazione energetica. Le basi militari sono solo un capitolo di questa storia.»

Oblio e consapevolezza. Due concetti difficilmente in sintonia emergono fra i resti e le conseguenze nefaste di una mostruosa guerra e delle più varie e secretate attività di addestramento che da decenni insistono nel sud dell’isola. Nei poligoni militari. 

Il reportage di Stefania Divertito, “L’isola sotto tiro”, conferma in parte le riflessioni di Fois.

Circa l’oblio o il precoce silenziamento sulle palesi azioni predatorie subite dai sardi, sottratti in modo autoritario e unilaterale di ingenti ettari di territorio e ancor più di quote inalienabili di diritti civili; la cifra contemporanea risalta nel saggio d’apertura di Ferdinando Cotugno.

“La terra di conquista” soggetta all’annosa transizione energetica che contrappone in una dura vertenza politico normativa la Regione Sardegna al Governo, ci parla soprattutto di quella consapevolezza.  Ancora non pienamente compiuta in una popolazione – esigua nei numeri – esposta a troppi interessi di parte (politici, economici…va da sé).

Capaci di realizzare e accelerare solo quel drammatico spopolamento, padre di un subdolo, crescente inverno demografico. Un fenomeno mirabilmente narrato ne “I paesi fantasma” di Costantino Cossu.  

L’intera raccolta dei contributi di altrettante autorevoli voci autoctone o intimamente connesse con l’isola, proietta visioni aderenti ad una realtà contingente.

Dove il minimalismo del “sardo sono” non contribuisce affatto al processo di consapevolezza che possa seriamente unire le ragioni sacrosante dei sardi.

Alghero 25 giugno 2026 Festival “Dall’altra parte del mare”
Giovanni Dessole – Marco Agosta
Ph: Bea Cirronis

L’ultima vertenza di questi giorni circa i tentati colpi di mano su Cala Finanza, ne sono l’esempio più evidente.  Al pari di nuove partite da regolare con l’autonomia e i diritti costituzionali dei sardi.  

Sanità e trasporti, le emergenze impossibili da destinare all’oblio. Anche se, proprio sul tema trasporti, l’imminente assegnazione delle rotte marittime in continuità territoriale con la penisola, potrebbe segnare l’ennesimo colpo definitivo.

                                  Alla lenta, inesorabile estinzione di una civile cittadinanza nell’isola.

Alghero 25 giugno 2026 Fesrival “Dall’altra parte del mare” Ph: Bea Cirronis

Senza dover più ricordare le incredibili dichiarazioni di un ex governatore sardo, a pochi giorni dalla sua elezione nel 2009, circa i  presunti “responsabili” del problema Sardegna; è tempo di assumere scelte e responsabilità chiare e coerenti circa gli obiettivi comuni.

Buona lettura.    

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